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Tipologia degli stimoli e concetto di "emmetropia"
FAQ n.55 Power Vision System- Tipologia degli stimoli e concetto di "emmetopia"




Carissimo David voglio ringraziarti per avermi quasi ridato la vista
perfetta. Sono leggermente miope dall'eta di circa 18 anni (-1 D -1S)
ora ne ho 32,ho sempre boicottato gli occhiali poichè il loro utilizzo
mi irritavano gli occhi provocandomi dei leggeri mal di testa e con la
consapevolezza che erano loro i responsabili del mio peggioramento.
Non usando gli occhiali (tranne che nella guida di notte) sono rimasto con una visione stabile fino ad oggi, poi 2 mesi fa ho scoperto in una
libreria il tuo libro. Leggendo il tuo libro, devo dire molto interessante
e ben scritto, ho cominciato a fare gli esercizi di allenamento al
massimo livello, poichè gli esercizi di stretching li facevo già in
maniera più contenuta con il famoso metodo di Bates ma senza grandi miglioramenti. Devo dire che con il tuo metodo sono riuscito a
guadagnare mezza diottra per occhio,e preso dall'entusiasmo ho
continuato fino ad oggi senza saltare un giorno (sai sono uno molto
determinato).Devo dire che ho completamente abbandonato gli
occhiali,ora riesco vedere bene di giorno e benino di notte e
ammiccando l'occhio raggiungo per qualche minuto i 10/10 (straordinario l'effetto che provoca ti si apre un nuovo mondo,una nuova dimensione che ormai avevo perso da quando ero adolescente), poi battendo le palpebre ritorno nella condizione iniziale. Ora volevo porti alcune domande:




1) Devo continuare ad usare questo metodo? O rischio di compromettere l'occhio,sai dopo che raggiungo i 10/10 sento dei leggeri stiramenti intorno all'occhio che diventano sempre più intensi quindi devo ribattere le palpebre ,perdendo appunto il massimo grado di visione.




2)Quando applico il metodo di defocus con le lenti +2 in lettura,contraendo l'occhio, riesco a mettere a fuoco il testo,ma poi
ribattendo le palpebre (dopo 5 secondi come scritto sul libro) la perdo
inevitabilmente quindi ridevo riammiccare l'occhio. Ora mi chiedo è
questo il metodo? E' forse questo sforzo continuo di messa a fuoco che migliora la visione sulle lunghe distanze?




Grazie infinitamente.


D. Lazzaretti




- Risponde David De Angelis
La refrazione oculare può essere variata a seconda della tipologia degli stimoli indotti; questi stimoli possono essere considerati benefici a seconda dello stato refrattivo del soggetto ai quali sono sottoposti.

Porto alcuni esempi pratici:
Un "emmetrope" che esegua defocus ipermetropico può arrivare a sviluppare MIOPIA.
Lo stesso "emmetrope", sottoposto a stimoli di defocus miopico potrebbe sviluppare IPERMETROPIA. Un ex miope che attraverso il defocus miopico abbia curato la sua miopia fino all'emmetropia, potrebbe raggiungere attraverso lo stesso stimolo (defocus miopico) uno stato di ipermetropia.

Questo è il motivo per cui gli stimoli vanno dosati ed utilizzati fino a che si raggiunge un grado di refrazione ottimale per quel soggetto.
Per "grado ottimale" intendo lo standard di 10/decimi di refrazione, anche se il concetto di 10 decimi come refrazione ottimale è discutibile.

Non dimentichiamo infatti che il termine "emmetropia" è una pura standardizzazione di quella che dovrebbe essere considerata una "vista normale". Le scimmie in stato di libertà hanno una grado di refrazione maggiore di 10 decimi e, secondo gli standard che fanno riferimento all'emmetropia (10decimi) dovrebbero essere ipermetropi e, quindi, avere un difetto di refrazione. Non è così. Quel tipo di vista è ottimale e funzionale per quella determinata specie, per difendersi dai predatori.

Non potrebbe dirsi con difetti di refrazione un'aquila che possiede sicuramente un grado di refrazione maggiore di 10 decimi.

Tutto sta nel modo di utilizzo dei propri occhi e dalle effettive necessità che si hanno nello svolgere i compiti quotidiani.

Secondo la logica della fisiologia,la miopia non è un difetto e un errore della natura/fisiologia, bensì un ADATTAMENTO dello stato refrattivo verso una migliore accomodazione sulle corte distanze e, quindi, una ottimizzazione della messa a fuoco sulle stesse.

Rispondo alla tua seconda domanda: il mettere a fuoco lo sfuocato e, quindi, tutto il lavoro di defocus, ha come scopo quello di disaccomodare uno stato di maggiore accomodazione attraverso il RILASSAMENTO. E' un errore pensare che esercizi "attivi" come lo stretching oculare e il movimento CRB siano contrari al raggiungimento di uno stato di fluido, rilassato e preciso di messa a fuoco.

La vista perfetta deve essere raggiunta sempre attraverso il raggiungimento di una vista rilassata e senza sforzo. Come ascoltare un suono non implica uno sforzo da parte del sistema uditivo, così il mettere a fuoco un oggetto non deve implicare uno sforzo da parte del sistema visivo.


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